
Dopo anni trascorsi a Oxford, arriva anche il momento del distacco dalla città universitaria e di conoscere una parte d’Inghilterra a me sconosciuta chiamata Cotswolds. Inizio così a frequentare dei corsi estivi presso una scuola a Cheltenham, cittadina famosa per essere stata un’importante località termale nel XVIII secolo. Non fu semplice lasciare l’iconica Oxford e tutta l’atmosfera che la circondava ma il cambiamento era necessario e alla fine si dimostrò un’ottima scelta. Un’esperienza quella di Cheltenham che mi ha fatto incontrare persone nuove e soprattutto un paesaggio meraviglioso: ai college di Oxford si sono sostituiti piccoli villaggi, splendidi giardini, cottage spettacolari, dolci paesaggi collinari e una natura rigogliosissima.
In questo racconto-diario, Cheltenham e dintorni sembrano davvero dei luoghi speciali che lasciano un segno e che ti accompagnano per tutta la vita sotto forma di ricordi. Ricordi che mi spingono a ritornare quasi ogni anno.
Nel mio terzo libro descrivo ogni particolare di Cheltenham, località non conosciuta a molti ma che ha avuto una sua storia. Si nota come lo stile Regency dei suoi palazzi domini soprattutto nel centro della cittadina dove l’immancabile High Street offre a chi la percorre una serie di negozi di ogni genere e per tutte “le tasche”. Per chi volesse visitare le Cotswolds direi che è la sosta ideale perché offre molte opportunità logistiche e anche mezzi di trasporto pubblici per chi non volesse avventurarsi nella guida a sinistra.
Nel mio primo libro parlo della “Mia prima volta in Inghilterra”, adesso vorrei parlare della mia ultima volta in Inghilterra: settembre 2025. Come meta mi ero proposta un’area che secondo il mio modesto punto di vista è semplicemente meravigliosa: le Cotswolds o i Cotswolds? Non ho mai capito se devo usare il maschile oppure il femminile. Su diversi siti trovo sempre la forma al femminile, ma ricordo di aver chiesto a un’amica inglese che abita in quest’area quale fosse la forma corretta. Mi disse “i Cotswolds”. Comunque il genere non credo sia importante per definire questa parte d’Inghilterra. Questa zona è stata definita AONB (Area of Outstanding Natural Beauty) e a ragione direi. L’ho visitata in autunno, in inverno e in estate; mi manca la primavera, ma posso assicurarvi che non saprei quale sia il momento più magico per visitarla. Forse l’autunno perché i gialli, gli arancioni, i rossi del fogliame fanno a gara a chi si accende di più specialmente se splende il sole. Ma anche l’estate da il meglio di sé stessa: il verde delle colline gareggia con i colori dei fiori che adornano i giardini dei cottage: quei giardini sono così perfetti da dare l’impressione che le persone che vi abitano si dedichino solo al giardinaggio. Ma anche l’inverno ha il suo fascino: è capitato a me di vedere quest’area dopo una nevicata. Il villaggio è Broadway, una vera perla che sotto la neve diventa un paesaggio da favola.



A settembre ovviamente il meteo non era come lo si vede in queste foto anche se il cielo era stranamente azzurro e terso come nell’immagine. Dico stranamente perché sappiamo tutti come il tempo sia volubile nel Regno Unito. Non per nulla si dice che in un giorno ci siano tutte quattro le stagioni. L’estate stava finendo ma la temperatura era ancora gradevole nonostante un’aria frizzantina che annunciava l’inizio della giornata. Poi con il passare delle ore la leggera brezza diventava sempre più tiepida e si iniziava il classico spogliarello dei vari strati di vestiario che solitamente accompagnano il turista. Da Broadway partono un’infinità di sentieri che attraversano la campagna, boschi, altri villaggi. Esiste una rete vera e propria di percorsi che uniscono tra di loro piccoli villaggi: sono un paradiso per i camminatori che di buon mattino si avventurano ben attrezzati di mappe e ben equipaggiati con bastoni, zaini e tutto ciò che potrebbe servire durante una giornata all’aperto. E non importa quale sia il meteo. Nell’albergo dove soggiornavo – il Broadway Hotel – mi sono imbattuta in un gruppo di turisti americani che stavano trascorrendo alcuni giorni in questa parte d’Inghilterra proprio per fare lunghe passeggiate. Anch’io ne feci una anni fa con la signora che mi ospitava. Si chiama Sue e mi portò in un posto che lei conosceva bene, ci andava molto spesso. Partimmo da Cheltenham, dove abita, percorremmo una strada per circa quindici minuti e poi parcheggiò l’auto fuori da un pub. Ci immergemmo nella natura per circa un’ora, silenzio assoluto, non incontrammo nessuno, intorno a noi solo verde – era estate – prati, boschi e ad un certo punto un meraviglioso cottage.

Di chi era questo meraviglioso e affascinante cottage che sembrava uscito da Alice nel Paese delle Meraviglie? Molti londinesi sono proprietari di una seconda casa e la zona preferita dove poterne avere una è proprio questa: The Cotswolds. Molti attori, cantanti, politici e altri personaggi famosi hanno scelto quest’area non solo per trascorrere le vacanze ma anche per viverci. La tranquillità, il verde, il contatto con la natura sono una calamita per turisti e non.
Nel libro “E ancora Inghilterra sia: The Cotswolds” descrivo le mie esperienze in una scuola di Cheltenham: frequentavo i corsi di inglese ma non solo. La scuola in questione organizzava gite, escursioni, visite in varie località dei dintorni. Lascio a voi scoprire le mie vicende scolastiche leggendo il libro. Essendo una regolare studentessa che puntualmente si presentava tutti gli anni alla scuola, avevo fatto amicizia con un paio di insegnanti con i quali spesso uscivo durante l’intervallo del pranzo oppure si cenava insieme. Si chiamano Jacky e Peter. Specialmente con Jacky si era instaurata un’amicizia che ci portava abitudinariamente a cenare insieme il martedì oppure a trascorrere tutta la giornata del sabato insieme.
Le esperienze, i racconti, gli incontri che hanno caratterizzato tanti anni di frequenza della scuola sono tutti descritti nel libro. Ma in questo blog vorrei parlarvi di questa parte di Inghilterra che fino a qualche anno fa era pressoché sconosciuta. E, sinceramente, rimpiango gli anni passati quando ancora si potevano visitare tutti i villaggi senza timore di essere imbottigliati e circondati da gruppi di turisti scaricati da pullman per una sosta di un paio d’ore e poi… ancora in carrozza per ripartire per il prossimo villaggio. In un giorno visitano tanti villaggi quanti ne ho visti io in diversi anni di studio. Restavo solo una settimana, è vero, frequentavo i corsi ogni giorno fino alle 16.00 e quindi i giorni per vedere i dintorni di Cheltenham erano il sabato e la domenica. La cosa più affascinante di quest’area è scegliere un villaggio, passeggiare tranquillamente, godersi i piccoli negozi e fare una sosta in una delle immancabili tea room, assolutamente da sperimentare. Tutto deve essere fatto con calma; qui il tempo si ferma.

